La domanda viene da più parti. Facebook è pericoloso per la nostra privacy o no? Non esiste una risposta unica perché dipende che uso ne fa ogni iscritto. C’è chi si iscrive e poi si limita a leggere gli affari altrui e c’é invece chi compulsivamente ci scrive anche quante volte va al bagno, dove va in vacanza, a che scuola vanno i figli e via andare; in mezzo ci sono tutti gli altri.

In questi giorni sono stato contattato da un conoscente che è stato fatto oggetto di stalking da parte di un’altra persona tramite Facebook. Questa persona sapeva tutto di lui e tutto quello che sapeva lo aveva preso da Facebook. Forse non ci si rende conto ma scrivendo tutto quello che facciamo su Facebook ci esponiamo al rischio, reale, che qualcuno usi queste informazioni contro di noi in un qualsiasi modo. Non tutti sono amici e amici possono diventare nemici da un momento all’altro. Cosa c’è di meglio per una persona che vi vuole dare fastidio di sapere quanto più possibile su di voi, i vostri interessi, viaggi, hobby e tutto il resto?

Accettare qualsiasi richiesta di amicizia ci arrivi tramite Facebook non è un modo per gasarsi con gli amici a chi ne ha di più, è solo un modo stupido per esporsi a dei possibili rischi perché così facendo, tutti i cosiddetti amici saranno in grado di leggere tutto quello che pubblichiamo. Quante volte avete accettato l’amicizia da qualcuno che non avete la minima idea di chi sia ma che è entrato tra i vostri amici solo perché magari conosce qualcuno che voi conoscete?

Oggi chiunque voglia cercare informazioni su di una persona, non fa altro che cercarne il nome e cognome su Google e su Facebook quindi tutte le informazioni su questa persona sono fondamentalmente pubbliche. In questo contesto capirete bene che se avete pubblicato qualcosa che forse sarebbe stato meglio che rimanesse privato, ne potreste avere delle conseguenze negative dal lavoro alla vita privata.

Vedo, ad esempio, moltissime persone che conosco pubblicare foto dei propri figli, della scuola che frequentano, di quello che fanno, delle vacanze, dei luoghi che visitano e così via. A questo proposito leggete il paragrafo evidenziato nell’immagine qui sopra. E’ stato preso da un’intervista a un esperta di sicurezza in rete pubblicata su Wired di Aprile 2013.

Non voglio fare del terrorismo psicologico ma finché non avete parlato con qualcuno che è stato veramente perseguitato, forse non vi renderete conto dei possibili pericoli che correte. Lo scopo di questo articolo è solo quello di farvi riflettere prima di pubblicare qualcosa.

Cosa ne pensate? Secondo voi è pericoloso? Siete mai stati molestati via Facebook o a causa delle informazioni che avete postato?