Un passo avanti e dieci indietro, ecco come si potrebbe commentare la gestione del software scaricato da Mac App Store e il suo sistema di protezione che tende a essere sempre più opprimente e non risolve il problema perché tanto chi vuole copiare il software di Mac App Store lo fa con una facilità sorprendente.

Fino a prima dell’App Store se si acquistava un software si aveva un bel CD o DVD oppure un download con un numero di serie che permetteva l’installazione dello stesso software dove si voleva. Lasciamo da parte tutte le considerazioni su quello che dice o meno la licenza; si aveva il software a portata di mano e ci si poteva fare quello che si voleva.

Con il Mac App Store la situazione è ben diversa e ci sono un sacco di problemi e di limitazioni. Vediamole…

  1. Se acquistate e scaricate un’applicazione sul Mac A e poi la spostate sul Mac B questa chiederà le credenziali di iTunes per partire. Se il computer B è di vostro figlio o gli date nome utente e password del vostro account oppure dovete essere presenti quando lo farà partire. Se poi su quel Mac non avete connessione a internet semplicemente non potete fare partire l’applicazione e già questa è una seccatura non indifferente che vi limita di parecchio.
  2. Se sul Mac B avete una versione del sistema operativo inferiore alla 10.6.6 siete fregati. Nessuna delle applicazioni acquistate e scaricate potrà mai funzionare. Semplicemente ridicolo.
  3. Qualcuno potrebbe dire che però ora le applicazioni potranno essere utilizzate su tutti i Mac che si possiedono (inserendo le proprie credenziali iTunes) e questo è vero; peccato che però questi software non potranno essere aggiornati o scaricati nuovamente sugli altri computer ma solo su quello dove sono state acquistate in origine.
  4. Altri problemi poi ci sono nel caso in cui due persone usino lo stesso computer con due account diversi e, ovviamente, due itunes impostati in modo differente con due account distinti. La stessa applicazione infatti non può essere installata o aggiornata usando due account differenti.

In conclusione possiamo solo dire che il sistema di protezione, che Apple comunque non costringe a utilizzare, è quantomeno ridicolo perché nel sottobosco si trovano già con estrema facilità tutte le applicazioni del Mac App Store craccate e senza alcun tipo di vincolo. Come al solito chi ne fa le spese è l’utente onesto che vorrebbe acquistare quello che usa ma che si trova scoraggiato da queste assurde limitazioni e vincoli che Apple impone.