piracy

Nelle aziende meno strutturate a livello informatico e dove non esiste una stretta policy aziendale che stabilisce cosa un dipendente può fare con il proprio computer, normalmente vige l’anarchia, nel senso che ognuno fa quello che vuole con la propria macchina. Questo però pone dei rischi nel caso in cui sui computer venga installato del software non originale e privo della regolare licenza. In questo caso chi è responsabile nel caso in cui venga effettuato un controllo e vengano rinvenute licenze non originali? Il dipendente, che potrebbe anche non sapere nulla sulla regolarità delle licenze o meno, oppure il titolare dell’azienda che, nello stesso modo, potrebbe non sapere nulla di quello che ha installato il dipendente.

Il titolare di un azienda è responsabile dei programmi copiati illegalmente che si trovano sulle macchine della stessa azienda. Potrebbe però anche verificarsi il caso di un dipendente che installa software abusivo sulla propria macchina senza avvertire il titolare. In questo caso è buona norma che l’azienda esegua una mappatura delle proprie risorse informatiche identificando, computer per computer, il software concesso in uso al dipendente e con regolare licenza. Oltre alla mappatura l’azienda deve anche cercare di responsabilizzare i dipendenti a questo riguardo informandoli sulle conseguenze della detenzione e utilizzo di software copiato e pubblicando anche le policy aziendali riguardo all’uso del software originale.

Nel caso in cui venga effettuata questa mappatura del software in uso su ogni macchina e si riscontrino delle difformità, la responsabilità cadrà dunque sul dipendente che sarà penalmente perseguibile per avere installato del software privo di licenza e non autorizzato dall’azienda.

Ricordiamo che le pene previste in questi casi sono della reclusione da 6 mesi a 3 anni e di una multa che va dai 2.500 ai 15.500 euro